Una settimana ad Alicante

Giovedì 26 Agosto 2010, e pensare che solo sette giorni fa tornavo alla “routine” dopo una bellissima esperienza, una settimana di vacanza ad Alicante, in Spagna. Incredibile che io non abbia ancora scritto nulla da queste parti.

La realtà è che mi sono subito ri-tuffato a capofitto nei miei impegni, ma vediamo di rimediare subito.

Playa St.Juan

Le vacanze estive sono sinonimo di sole, mare e spiaggia. Ma Alicante, se la sai vivere offre molto di più che una semplice vacanza di mare. Quando si prepara il viaggio, le cose che saltano subito all’occhio sono le spiagge di Postiguet e di St. Juan, anche se francamente, la seconda è nettamente meglio della prima, complice probabilmente la vicinanza di Postiguet al porto di Alicante. Ad ogni modo, se vi trovate a St.Juan, fare attenzione alle onde, che sono molto alte ed alla presenza di buche che rendono il fondale molto irregolare; ma non fatevi spaventare, merita davvero.

Castillo de Santa Barbara

Come dicevo comunque, non ci sono solo le spiagge, basta guardarsi attorno e non si può non notare il “Castillo di Santa Barbara” che sovrasta la città, situato a circa 170 metri d’altezza, era una roccaforte strategica per la sua posizione, che riusciva a garantire sicurezza alla città che, all’epoca era tutta circondata dalle mura del Castello. Il dilemma che i turisti si pongono quando si trovano alle pendici del castello, riguarda il modo con cui raggiungere la “vetta”, tra indigeni che vi sconsigliano la camminata salutare e vi invitano a salire in ascensore, io e Roberta abbiamo deciso di rischiare, ascoltando una simpatica vecchietta che ci consigliava di usare le nostre gambe per gustarci i fantastici panorami. Aveva regione lei…

L’ascensore va bene solo per tornare al livello del mare.

Plaza de Toros

Oltre al Castello, ci sono altri posti che hanno mantenuto l’aspetto caratteristico della Spagna, come ad esempio, la “Plaza de Toros“, un posto tabù per chi odia la corrida, e noi a dire il vero siamo sempre stati contro. Siamo però voluti entrare nel museo taurino, ospitato all’interno dell’arena, abbiamo quindi potuto vedere i vestiti dei toreri che in quell’arena hanno fatto la storia, in un mix di quadri stupendi e di porcellane di Pablo Picasso con tema la tauromachia. Nell’arena si respira la storia di questo paese, l’adrenalina della corrida, uno sport così sanguigno ma così elettrizzante per la loro cultura. Notando che tutti i tori imbalsamati avevano un orecchio mozzato, abbiamo capito che l’orecchio è il trofeo concesso al torero dopo una corrida condotta egregiamente, a volte poi, oltre all’orecchio il torero si porta a casa anche la coda. Cose dell’altro mondo vero?

Ma torniamo ad Alicante; tra un sali e scendi, ed un altro si arriva nel centro storico della città, proprio ai piedi del Castello di Santa Barbara. In questa zona si trovano una serie di chiesette, piazze e luoghi di culto molto antichi ed affascinanti e, sempre in queste zone, abbiamo trovato rifugio  dalla pioggia (senza prevederlo ovviamente) in un museo che mostrava un interessante raffronto tra l’Alicante del passato e l’Alicante moderna, il tutto corredato da un ottimo documentario di 50 minuti circa, che in bianco e nero ripercorreva la storia di questa città felice.

MARQ

Passando da un museo all’altro, non posso non fare un accenno al MARQ. Il museo archeologico di Alicante che si trova proprio nelle vicinanze del Castello di Santa Barbara. Il MARQ può vantare il titolo di Museo dell’anno 2004, grazie ad un numero importante di reperti, dislocati in svariate sale, arricchite da video e da tutte le tecnologie necessarie per consentire la fruizione delle informazioni a persone di lingue diverse. Nelle sale riservate all’Egitto, si trovano anche 2 mummie, una delle quali in ottimo stato, stesa in una teca  a riposare per sempre vicino al sarcofago che l’ha accompagnata fino a i giorni nostri.

Esplanada de España

Un altro punto chiave è l’Esplanada de Espagna, una via che si estende lungo il mare, costeggiando il porto in un tripudio di palme su entrambi i lati e con una pavimentazione davvero caratteristica fatta di piccole piastrelle che compongono un mosaico. Su questa via prendono vita gli spettacoli serali, e soprattutto è il posto dove gli artisti di strada trovano maggiore visibilità. La cosa che più ci ha colpito di questa via, è la presenza in ogni ora del giorno di anziani, che seduti su normalissime sedie, formavano dei gruppetti qua e la sull’Esplanada, rimanendo li a discutere tranquillamente per ore, mentre intorno a loro si accende  la vita turistica di Alicante.

Isla de Tabarca

Un altro posto imperdibile poi, è la vicina Isola di Tabarca. Una riserva naturale con pesci in abbondanza, un’Isola dove non ci sono automobili, o strade, ma dove tutto è ancora “come una volta”. L’unico segno del turismo crescente sono i ristoranti che si affacciano sulla spiaggia, poi per il resto sembra di immergersi in un altro mondo, lontano da tutto e da tutti.

Infine,una vacanza non si può dire completa se non ti ha lasciato qualcosa dentro. Io e Roberta siamo stati fortunati anche in questo, infatti, facendo colazione e pranzo in un bar vicino all’Università di Alicante, abbiamo conosciuto alcuni ragazzi con cui è stato un piacere parlare e raccontarsi qualsiasi tipo di cosa, riguardante le nostre terre d’origine e non solo. La cosa bella, è che non sempre ci si poteva parlare nella stessa lingua, e quindi i discorsi assumevano una meccanica particolare, dove le frasi erano un mix tra Inglese, Spagnolo ed Italiano. E’ stata una cosa veramente divertente e costruttiva visto che è servito ad arricchire il nostro vocabolario.

Tra questi ragazzi c’era Johnny, italo-americano, che ha vissuto anche a New York e Miami, con cui era possibile parlare in Spagnolo, Inglese ed anche un pochino di Italiano. Un ragazzo molto informato, che conosceva molte delle cose che accadono in Italia. Mi chiedeva riguardo a Berlusconi (sul quale sapeva molto di più che la media dei cittadini Italiani) riguardo al potere del Vaticano arricchendo sempre il discorso con elementi interessanti.

Diego invece, di origini Colombiane, da 9 anni è residente in Spagna. Con lui abbiamo imparato un poco di

Spagnolo, con discorsi che spaziavano in ogni ambito. Un ragazzo molto rispettabile e solare, uno di quelli con cui passeresti tutta la notte a parlare e a confrontarti, insomma, uno di quelli che della vita ne sa qualcosa.

Le nostre prime colazioni Alicantine, sono state addolcite dalla presenza di Timmy,una gradevole ragazza venuta dalla lontana Ungheria,da una vita per niente comoda,trasferitasi  ad Alicante con i genitori in cerca di serenità economica.

Ed infine Lorenza, una ragazza Italiana dal cuore grande, che ha trascorso le vacanze ad Alicante, prestando  volontariato alla fondazione che gestiva il Bar, ovvero Aculco “Tierra Solidaria” che si occupa tra le altre cose dell’inserimento e del sostegno per i migranti in Europa, e vanta svariate sedi tra cui Londra e Firenze (unica in Italia purtroppo).

Beh, ridendo e scherzando ho scritto qualche riga :) , se volete a questo link trovate anche le foto di questa bellissima esperienza che ovviamente consiglio a tutti.

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posted in Viaggi by Mirko

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6 Comments to "Una settimana ad Alicante"

  1. Simone Brunozzi wrote:

    Bel post! Grazie per aver condiviso la tua esperienza :)

  2. Mirko wrote:

    Grazie Simone :)

  3. Fabio Lalli wrote:

    Apperò, mi hai fatto venir voglia di andarci… ovviamente solo dopo la nascita del mio piccolo Indigeno!

  4. lorenza wrote:

    mirco…che dire……grazie……hai descritto perfettamente l’atmosfera che si respirava…sapessi quanto mi mancano “tierra solidaria” e la sua “gente”!!!! …. un bacio, lory

  5. Mirko wrote:

    Ottimo… Se in futuro porterai il piccolo indigeno e ti servono consigli fammi pure un tweet :)

  6. Diego Cuellar wrote:

    Soy un inmigrante que vive en Alicante desde el año 2003. Realizando trabajos de topografia he tenido la oportunidad de recorrer gran parte de España y entre mas la conozco mas quiero y valoro esta ciudad. Sorprende el hecho de que no mucha gente hable de ella, de sus lugares y parajes mas reconditos, como de su gente. Por ese motivo doy las gracias al publicar este maravilloso articulo para que algunos se animen a conocerla y tener sus propias experiencias. En hora buena.

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