Come rovinarsi la Digital Reputation

Come capirete dal titolo, questo post, si ricollega alla mia prima Blog entry da queste parti.

In quel caso si parlava si di Digital Reputation, spiegando come sulla rete, noi lasciamo ogni giorno delle tracce, che col passare del tempo si definiranno sempre più fino a creare un nostro identikit digitale, il quale verrà presentato senza alcuna censura a chiunque ne volesse accederne.

Volete un esempio? Scrivete il vostro nome su Google, sicuramente le tracce digitali che avete lasciato qua e la tendono a condensarsi nella prima pagina. Certo, questo se comparite in rete con il vostro nome, se invece vi proteggete con un nickname, questo non accadrà. La protezione tramite il soprannome ha i suoi pro e contro, nel mio caso sarebbero solamente dei contro, ma questo è un altro discorso, e magari ne perlerò in futuro.

Volete un altro esempio? Andate su 123people.it, e cercate il vostro nome. Oltre a tutte le informazioni che verranno proposte, buttate un occhio alla nuvola in basso a destra che riassume chi siete in modo estremo.

La Digital Reputation però vale anche per le aziende, e da settimana scorsa è presente in rete un esempio sul come non comportarsi. Diciamo che migliaia di aziende credono che Facebook e Co. siano come il Klondike di Zio Paperone, ma bisogna sapersi muovere in modo da evitare di bruciarsi con dei primi passi traballanti, che allontanano l’utente, ma peggio ancora, possono sporcare irrimediabilmente la reputazione digitale.

L’esempio di cui parlavo è comparso sul Blog di Luca prima e su quello di Digital Reputation poi. Si tratta di una WebTV, che per iniziare l’attività come tale ha pensato di usare il Re dei Social Network, Facebook.

L’errore principale è stato quello di aprire un normale profilo di Facebook, dove il nome ed il cognome erano il nome dall’azienda.

Il secondo errore è stato quello di chiedere amicizie e collaborazioni a destra e sinistra, senza un motivo valido, senza un progetto. Già perché in rete tutti fanno le cose gratis e tutto è dovuto a tutti, si è tutti amici di vecchia data, ecc…ecc…

Invece no. Per loro sfortuna la richiesta di collaborazione è arrivata anche al buon Luca, il quale ha una discreta conoscenza delle dinamiche del web dei giorni nostri.

Luca ha subito individuato la violazione al regolamento di Facebook, oltre che notare un certo tentativo di coinvolgimento della folla e di propaganda senza costrutto. Qui poi inizia il bello, Luca segnala in un commento sul profilo della WebTV le cose che secondo lui non andavano bene, e viene premiato con un commento cancellato, classico atteggiamento che i maleducati hanno su Facebook, dove si va per cercare dialogo e si reagisce con la censura.

Dopo qualche altro tentativo di comunicazione fallito, Luca decide di rendere pubblico l’accaduto sul suo Blog, scatenando un’altra reazione di pura follia da parte della WebTV. Reazione che Luca ci riporta in questo altro post.

Il risultato?

Come ci fa notare il blog di Digital Reputation, è una reputazione che tende a zoppicare assai… Guardate l’immagine sottostante…

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posted in Web by Mirko

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1 Comment to "Come rovinarsi la Digital Reputation"

  1. Ravenna WebTV – Quando i fan sono molto più attenti degli amministratori | Luca Sartoni wrote:

    [...] La presenza sostanziale è appunto la capacità di un’azienda di essere responsabile, comprensiva e comprensibile dietro la facciata realizzata sul sito web (o sul social network). Se le persone che sono dentro l’azienda non sono in grado di trattare un utente insoddisfatto non c’è alcuna differenza se questa incapacità è espressa per telefono, via Facebook o sul sito. Inoltre le piattaforme pubbliche come i siti web e i social network amplificano moltissimo le inadeguatezze nei rapporti con l’utenza. Prova ne sono i recenti fatti rianalizzati da Digital Reputation e da Mirko Bonadei. [...]

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